Obsolescenza programmata anche per Domotica e Smart Home?

Qualche settimana fa il garante italiano dei consumatori ha inflitto una multa di 15 milioni di euro ai due colossi della tecnologia (Apple e Samsung) per “obsolscenza programmata”.

Il problema per questi giganti non sarà certamente quello di pagare il dovuto quanto al fatto che improvvisamente il mercato si sia svegliato e faccia più attenzione ad aggiornare i propri dispositivi o a sostituirli con altri più nuovi.

Era da un bel po’ di tempo che stavo pensando di trattare le problematiche software (ma anche hardware) legate al mondo della domotica e delle smart home e questa è sicuramente una buona occasione!

Quindi la riflessione di oggi è: “Anche la domotica e le smart home soffrono di obsolescenza programmata?”

Dal “basso” della mia esperienza personale (oltre 15 anni) sono sicuro che la risposta è NO e come sempre sono pronto a dimostrarti il perchè…

Come probabilmente saprai, la domotica e le smart home sono un insieme di sistemi ed impianti che a loro volta comprendono decine, centinaia se non addirittura migliaia di altri componenti elettrici ed elettronici. Per metterli insieme e far funzionare le cose come dovrebbero, sono spesso necessarie più figure tecniche che nella maggior parte dei casi

  • non conoscono i limiti e le potenzialità dei singoli componenti,
  • non li installano in modo corretto e
  • li programmano (o configurano) ancora peggio.

Questo fa si che, appena finiti i lavori, l’impianto di domotica o la smart home NON FUNZIONI a dovere, ovvero come desiderava il Committente con l’inevitabile conseguenza che quest’ultimo si incazzi (giustamente)! In questo caso, l’aggiornamento del “software” non potrebbe certamente peggiorare le cose. Le uniche due strade percorribili sarebbero:

  • un miracolo (tanti anni fa c’era un tizio che li faceva ma gli hanno fatto fare una brutta fine…)
  • rifare tutto da capo con persone più qualificate (se vuoi un suggerimento leggi qui).

Volendo aggiornare le conoscenze dei tecnici con corsi ed approfondimenti almeno per tentare di evitare il problema iniziale del “non funziona”, la situazione rimarrebbe invariata (se vuoi approfondire il perchè leggi pure questo articolo altrimenti lo riassumo qui sotto).

La capacità e la competenza nel progettare e realizzare impianti di domotica e smart home come Dio comanda, si può acquisire solo con anni di esperienza (non tre o quattro ma molti di più) e testando (possibilmente prima e sulla propria pelle) i dispositivi per capire i loro limiti e le loro potenzialità.

Vendere un’idea che non si è in grado di realizzare è molto pericoloso perchè chi avrà pagato pretenderà di averla!

Il primo punto da valutare è quindi il funzionamento generale. Finita l’installazione del prodotto (con tutte le sue fasi precedenti di progettazione, programmazione, ecc…), ovvero una volta “data corrente”, spesso non funziona come avrebbe sperato chi ha fatto l’acquisto.

Sono finiti i bei tempi della lavatrice della nonna che funziona ancora egregiamente dopo oltre 30 anni di onorato servizio!

La seconda considerazione che si può fare è quella di distinguere i “veri prodotti” per la domotica e per le smart home dagli altri. E’ doveroso quindi non considerare tali tutti gli “smart KIT” (DIY e non) e le “smart cagate” che si trovano in rete e nei negozi di elettronica. A quest’ultima categoria io ci associo anche gli “Home Assistant” di Google, Amazon, Apple, Microsoft e tutte le altre aziende che nella loro vita hanno sempre fatto altro e che quindi di domotica e smart home non ne sanno un bel niente!

Detto ciò, i problemi di questi dispositivi sono diversi (spesso anche gravi) e di varia natura ma hanno tutti un unico grande vantaggio che li accomuna: il fatto di durare anni, anzi decenni in particolare se si considerano quelli che hanno parti elettriche di potenza (che vanno a 230 o 400 V).

Non voglio criticare la qualità entrando in merito al “dove” vengono realizzati questi dispositivi perchè, ahimè, posso confermare che c’è una buona parte di “influenza orientale” anche nel vecchio e nuovo continente.

A prova di questo posso dire che ho avuto brutte esperienze con molti dispositivi di marchi nazionali ed internazionali, ritenuti da molti il top dei top a livello mondiale. Purtroppo a nostre spese abbiamo constatato che apparire è molto diverso da essere. Proprio come succede con i social network. Foto di installazioni in ambienti prestigiosi e brand famosi non sono sinonimo di sicurezza!!

Come può una centrale di supervisione di una notissima marca americana che costa diverse migliaia di euro, bloccare un’intera proprietà perchè si “guasta” un piccolo componente elettronico di pochi centesimi?

Perchè un sistema di gestione degli accessi di oltre mille euro di un’azienda tedesca leader nel settore della sorveglianza ed analisi video deve mettere in ginocchio intere famiglie costringendoli a limitare la propria privacy e sicurezza per colpa di un pezzetto di plastica (interno al dispositivo) ad un certo punto si rompe?

Questi sono solo alcuni esempi ovviamente… ma sai qual’è la cosa più grave? Che per far riparare o sostituire il pezzo (di pochi centesimi) il Committente dovrà spendere un sacco di soldi e rimanere senza quel dispositivo per intere settimane… Assurdo che queste “aziendone” non pensino di dare dei “muletti” in sostituzione temporanea… con tutto quello che un cliente spende, sarebbe il minimo!

Tu cosa faresti se in casa per almeno 3 settimane non ci fosse il videocitofono sul cancello o se non potresti più controllare il riscaldamento, l’allarme e gli altri sistemi? Non ti girerebbero le palle? Non diresti che “quella marca” fa schifo? Già, io infatti ne ho sentite di tutti i colori…

Per ovviare questo problema, noi abbiamo fatto la drastica scelta di lavorare con i pochi fornitori. Siccome i nostri partner ed i Committenti si fidano di noi, non possiamo permetterci di deluderli. E’ per questo che lavoriamo solo con fornitori in grado di darci tutto il supporto necessario per far si che il cliente finale sia sempre soddisfatto anche in caso di guasti e/o malfunzionamenti. Oggi purtroppo il mercato ragiona in modo diverso… punta a vendere il più possibile e se ne frega del resto, come puoi leggere in questo articolo.

Il terzo ed ultimo punto è forse quello che si avvicina più al quesito iniziale… il software! Nel campo dell’automazione domestica ne esistono due tipologie:

  • quello che serve a programmare i dispositivi a livello di codice, numeri, configurazione e grafica, quindi installato sui computer dei tecnici
  • quello che “gira” all’interno dei dispositivi stessi (proprio come un vero sistema operativo come Windows, Linux, e tutti gli OS) e dovrebbe far funzionare le cose. In questa categoria rientrano anche le famose APP che sempre più spesso vengono utilizzare per supervisionare i sistemi.

Il secondo software è quello per cui l’Antitrast ha indagato e multato la Apple e la Samsung, non a caso è proprio il sistema operativo di smartphone e tablet ad essere stato oggetto di accertamenti.

Dal mio punto di vista, l’aggiornamento software per la domotica e le smart home è come la spada di Damocle. Un pericolo incombente che potrebbe scatenare una tragedia!

Tra noi è una lotta continua. Io continuo ad insistere di “non aggiornare niente”, ne il primo ne il secondo tipo di software, tirando la corda dalla parte della certezza. Il nostro informatico invece tira dall’altra cercando di “aggiornare tutto” perchè dice che solo così si risolvono i problemi di sicurezza e piccoli errori noti (detti “bug“).

Ora chiedo a te: “Sveglieresti all’improvviso un cane che dorme?” Peggio ancora sarebbe una tigre…

In “tecnichese” sarebbe come aumentare l’entropia di un sistema, ovvero passare da uno stato di calma ed equilibrio al caos più totale.

Dal momento in cui un tecnico si domanda “aggiorniamo il sistema?” è come se dicesse “ci diamo una martellata sui coglioni?”

Se il sistema e le palle fossero le mie, lungi da me questa idea e per non sbagliare lo consiglio anche ai nostri clienti, anche perchè se qualcosa non dovesse funzionare quelli che dovrebbero correre… siamo sempre noi!

Un banale aggiornamento grafico dell’APP potrebbe cambiare la visualizzazione, un comando interpretato male potrebbe non funzionare più, insomma, quello che prima era certo, semplice e funzionante potrebbe non esserlo più!

Vale la pena correre questo rischio? Secondo me no…

Personalmente consiglio di evitare le versioni “x.0”. Passare ad esempio da un “noto” 11.4.1 ad un 12.0 è un bel rischio, soprattutto se non si ha la possibilità di tornare indietro. Se l’aggiornamento fosse stato alla versione 11.5.0, probabilmente avrei avuto meno timore.

Se dalla 11.0 ci sono stati tanti passaggi più o meno importanti, ovvero quelli che identificano la seconda e terza cifra, fare un balzo fino alla 12.0 dal mio punto di vista è come fare un salto nel buio… non sai dove potresti atterrare! Come spesso capita, è vero che si sistemano problemi di sicurezza ed altri errori noti, ma essendo una “nuova versione” ci saranno nuovi problemi soprattutto di compatibilità con i dispositivi più vecchi! Certo, poi arriveranno la 12.1, poi la 12.1.qualcosa, la 12.2 e così via fino alla 13 ed oltre.

Questo caso è proprio come l’obsolescenza programmata, solo che i produttori non lo fanno per far sostituire i pezzi dell’impianto domotico con i modelli più nuovi. Anzi, se l’intenzione fosse davvero questa otterrebbero l’effetto contrario. Un Committente a cui non funziona più qualcosa in casa, soprattutto se per una cazzata come un aggiornamento, sarebbe tentato di buttare via tutto e sostituire con altri pezzi nuovi… ma non della stessa marca vista la brutta esperienza ma sicuramente di un’altra!

Anche in questo caso posso garantire che è tutto vero e documentare i fatti. Ci è capitato spesso di rifare impianti di domotica, ma intanto che c’erano da fare i lavori, i Committenti hanno voluto passare direttamente ad una Vera Smart Home!

Farlo è molto semplice, come descritto in questo articolo!

Alla prossima!

Fabio

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