Leggenda #2 – Non sono un esperto. Sicuramente mi fregano

Se ti può consolare, anche la persona che si spaccia per “esperto in domotica” non lo è… semplicemente perchè è impossibile esserlo! Ci sono troppi prodotti ed esistono tantissime aziende sul mercato.

Sono più quelle “nuove” che nascono con l’idea che il loro prodotto sia “migliore e diverso” da quello degli altri rispetto a quelle che muoiono.

Anche i progettisti delle grosse aziende storiche hanno difficoltà a testare i prodotti e molto spesso non conoscono tutte le funzionalità e potenzialità.

Per essere più precisi, sarebbe più corretto chiamarli “limiti”. Vogliamo parlare del supporto tecnico?

Gli “esperti” da cui ti dovresti “difendere” per non essere fregato, sono quelli che hanno scoperto la domotica da poco. Molti si associandosi anche a giovani aziende e vogliono venderti ad ogni costo il loro prodotto senza aver prima ascoltato le tue esigenze. Sono quelli che fino a poco tempo facevano (o fanno) un lavoro diverso ma per aumentare i guadagni si sono buttati in questo “business”.

Installatori di ogni tipo, programmatori, sviluppatori di siti internet, venditori di illuminazione ed altri elettrodomestici solo per citarne alcuni dei più popolari.

Come avrai già letto nel blog, il concetto di domotica è molto “vario” (o meglio avariato…).

La maggior parte delle persone associa il termine “domotica” agli “scenari luminosi”, alla “chiusura generale delle tapparelle” e poco altro di più.

Ci sono altri, invece, che generalizzano la domotica con il funzionamento di altri impianti tramite smartphone/tablet. Non importa che sia quello dell’allarme, della videosorveglianza o semplicemente della rete wireless per la navigazione in internet.

Supponiamo di parlare del più classico e conosciuto, portando l’esempio di una semplice scheda che potrebbe comandare un circuito luce o muovere una tapparella.

La scheda potrebbe essere completamente diversa (ed anche di molto) a seconda di chi l’ha progettata e realizzata. Questo perchè bisognerà capire come ha inteso il suo funzionamento.

Certo il risultato finale, nella grande maggioranza dei casi, è lo stesso: la luce si accende e si spegne e la tapparella sale e scende.

Ma l’ingombro, l’ubicazione, il collegamento e il modo di inviare i comandi potrebbe essere completamente diverso da un altro dispositivo che fa le stesse cose. Per non parlare delle funzionalità aggiuntive, quindi le informazioni che potrebbero dare a livello di informazione, di consumo energetico, di funzionamento per manutenzioni preventive, ecc…

Conosco persone che per questo tipo di applicazioni utilizzano dei PLC industriali (dal modesto valore di 200/300 €. Associano alle uscite digitali (piccoli relè elettronici) a dei semplici relè da quadro elettrico (più potenti) per poi collegare l’illuminazione, le motorizzazioni ed altro.

Non sto parlando di cialtroni tuttofare, ma progettisti ed installatori che si occupano da anni di progettazioni ed automazioni di grosse industrie.

Pensi davvero che questi possano essere degli esperti di domotica? Se fosse una centrale d’allarme, un registratore della videosorveglianza, un PC o una scheda elettronica acquistata su internet a pochi dollari, il discorso non cambia…

Pur di vendere la domotica, queste persone usano il prodotto con cui hanno più familiarità e probabilmente il maggior guadagno possibile!

So che la realizzazione o la ristrutturazione di una abitazione (soprattutto la prima volta) impegna la testa molto più che una tesi di laurea. Per i Committenti “non tecnici” che in pochissimo tempo devono analizzare molti aspetti e questioni, diverse da quelle del proprio lavoro, è una vera sfida! Prima dell’inizio dei lavori, addirittura nella fase di preventivazione, si è sommersi da migliaia di idee che nascono dalle discussioni fatte con le varie persone.

E questo capita per qualsiasi cosa che comporti una decisione, dagli impianti più complessi ai semplici rivestimenti (piastrelle, parquet o simili).

Apparentemente, sembra, che una volta sia stata fatta una scelta, la strada si spiani, anzi tenda in discesa, ma purtroppo non è così! Ad un certo punto, tra le varie scelte, ci si imbatte nel “sentiero dell’esasperazione”. 

Colti da un attacco di panico, in uno stato di confusione totale, si esclama la fatidica frase “CI PENSIAMO DOPO!

Ooommmmiodddioooo! No, no, no, non si dicono queste brutte cose!! Questa frase attiva una porta spazio/temporale che ti teletrasporterà direttamente in cima alla Spider Rock (cercatela sulle immagini di Google). In due parole…sei fottuto!!

Rimandare una decisione, soprattutto nella fase iniziale di progettazione di un impianto domotico, porta sicuramente alla morte certa (almeno quella del portafogli del Committente).

Una volta abbandonata la “via maestra“, realizzata da un fitto ma regolare intreccio di:

  • scelte oculate scaturite da un mix di notti insonni,
  • estenuanti incontri con rivenditori specializzati e
  • regolari appuntamenti con presunti professionisti del settore,

ecco che ti presenta il più spaventoso ed imprevedibile dei fuoripista!

Ogni mossa non preventivamente calibrata può comportare una valanga di costi pronta a sommergerti dal quale sarà difficilissimo trovare una via di uscita (e salvezza).

L’unica cosa che può salvarti la vita è di affidarti a dei veri professionisti in grado di sondare il terreno delle tue esigenze e trovare la soluzione migliore alle tue necessità. A questo proposito, puoi scaricarti la guida gratuita che ho realizzato che dovrai utilizzare prima della stesura di ogni offerta commerciale da parte degli impiantisti che vorrai interpellare. Con dei semplici passaggi guidati potrai sicuramente trovare quello che fa per te!

Io la utilizzo sempre con i nostri potenziali Committenti in modo da metterli a conoscenza di tutto, anche quelle cose che (momentaneamente) non conoscono.

Aggiungendo degli esempi pratici o delle immagini esplicative è tutto più semplice. Se invece non vuoi scaricarla per capire eventuali possibilità che potrebbero esserti utili anche sin da subito, fai delle predisposizioni!! Non risparmiate sui tubi vuoti, considerateli un investimento per il futuro!

Alla prossima

Fabio

FabioLeggenda #2 – Non sono un esperto. Sicuramente mi fregano

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