Smart Home – La domotica 3.0

Come già anticipato in qualche altro articolo e facilmente verificabile su fonti autorevoli in rete, la domotica nasce negli anni successivi al secondo dopoguerra.

Probabilmente, il concetto degli anni ’60 era molto diverso da quello che intendiamo oggi, sopratutto per gli enormi sviluppi tecnologici del settore negli ultimi anni.

Qualsiasi automazione, soprattutto nel impiantistica domestica, ha come base un relè. A seconda del sistema realizzato possono esserci anche altri componenti o dispositivi… ma sicuramente tutto parte da un contatto, aperto o chiuso!

DOMOTICA V 0.0 – L’ORIGINE

Relè, cavi elettrici, e per i più temerari, rudimentali schede elettromeccaniche, permettevano di poter controllare diversi circuiti dell’illuminazione e qualche motorizzazione.

A volte venivano implementati anche sistemi di segnalazione ed allarme a bassa tensione, molto lontani dal concetto delle centrali a microprocessore di oggi.

Il numero e la tipologia dei sensori erano limitati ed ogni dispositivo faceva parte solo di un determinato circuito ed aveva un compito ben preciso.

Nessuna logica, programmazione e comunicazione.  Tutto girava come un orologio e le cose funzionavano (o meno) volutamente, a seconda se c’era un passaggio di corrente o no.

Per dirla “alla digitale, come ai giorni nostri”, o era “1” o era “0”!!

DOMOTICA V 1.0 – I SISTEMI BUS

La prima evoluzione della domotica è quella che ha introdotto i sistemi BUS e le prime “comunicazioni” tra i dispositivi. Oggi di produttori di questi dispositivi ne esistono a centinaia, se non addirittura migliaia. Ciascuno decidere se utilizzare il proprio standard oppure se far parte di un’associazione in modo che i prodotti possano parlare con quelli di altri costruttori.

Siccome non esiste un unico “standard”, ti racconteranno che il mercato va più da una parte o dall’altra a seconda della persona con cui stai parlando. Se poi hai affidato l’incarico di realizzare l’impianto ad un tecnico associato ad una particolare azienda…è finita!

Così come il relè è la base dei prodotti V 1.0, i Sistemi BUS saranno la base degli Impianti Integrati (Domotica V 2.0). Molto probabilmente sarà così anche per le versioni successive.

Ad oggi i sistemi bus sono quelli maggiormente pubblicizzati, commercializzati ed utilizzati per realizzare qualsiasi impianto “domotico”, semplice o avanzato.

DOMOTICA V 2.0 – GLI IMPIANTI INTEGRATI

Lo step successivo nasce dalla necessità di integrare e far interagire tra loro i prodotti e le funzionalità delle diverse “famiglie” della Domotica V 1.0.

Questa tipologia di impianti ha un sistema di “supervisione” che può far comunicare tra loro più sistemi ed impianti anche di produttori differenti. Ad esempio un touchscreen che integra un impianto di illuminazione e l’allarme oppure un tablet che gestisce sia l’impianto Home Cinema che la videosorveglianza.

Sul mercato esistono 3 tipi di aziende che si occupano di realizzare dei “supervisori” anche se sempre più spesso è possibile vedere situazioni ibride:

  1. società che sono nate e continuano con il solo e preciso scopo di realizzare solo prodotti per la “supervisione ed integrazione” (ad oggi poche);
  2. quelle che hanno cominciato costruendo dispositivi BUS ma che col tempo si sono evolute. Hanno creato nuovi prodotti o acquisito aziende specializzate per realizzare un unico sistema integrato da mettere sul mercato con lo stesso nome del sistema bus.
  3. altre che sono partite realizzando sistemi di supervisione ma poi hanno spostato l’attenzione su nuovi dispositivi BUS o acquisendo altre ditte specializzate. Praticamente il contrario di quelle del tipo precedente.

Queste ultime due sono praticamente quelle che si contendono la leadership del mercato.

Attenzione a non confondere i “sistemi di integrazione” con gli “integratori di sistemi” (o “system integrator”). 

Questi dovrebbero essere persone fisiche o aziende che si occupano di fare tutto il procedimento di progettazione, programmazione e realizzazione dell’impianto domotico integrato. Praticamente gestire sia i componenti della versione V1.0 che quelli della V2.0.

Capita molto spesso che molte aziende del tipo 1 (o i loro distributori nazionali) si spacciano per “system integrator” occupandosi direttamente di realizzare l’impianto domotico. 

Questo comportamento scorretto, oltre a favorire le vendite ed aumentare i guadagni, porta via il lavoro alle società che ingenuamente si sono affidate a loro o ai loro prodotti. I problemi nascono quando un Committente chiede l’integrazione di un prodotto differente o funzionalità aggiuntive che questi soggetti non sono in grado di gestire…  

DOMOTICA V 3.0 – SMART HOME

Spesso la parola “domotica” é associata al concetto di “casa intelligente”. Ma cosa ha di intelligente un semplice sistema BUS o un tablet con 5 app ogni una delle quali comanda un preciso sistema?

La casa diventa davvero intelligente quando la si dota di un “cervello” (unità centrale) ed una serie di “ricettori” (sensori). In questo modo sarà in grado di capire, trasmettere, interpretare e svolgere autonomamente delle funzioni ed attuare dei comandi. Meglio ancora se queste rispecchiano le volontà e soddisfano le ESIGENZE di sicurezza, comfort, intrattenimento, ecc… dei Committenti.

Anche le persone hanno dei ricettori, all’interno ed all’esterno del corpo, sono dotate di un cervello. Si lo so… penserai non tutte ma non è così!! Tutti lo hanno, poi c’è chi lo usa per ragionare e chi per fare peso ma questo è un altro problema, ma lasciami finire….

Posso mettere a confronto la casa e l’uomo per fare degli esempi pratici di intelligenza (mi metto in prima persona per non offendere nessuno ok)?

Uomo
  • Se passo un dito sopra una fiamma viva, dopo qualche secondo, i ricettori del dolore presenti nella mano, passano le informazioni al cervello
  • A sua volta, il cervello, darà l’ordine ai muscoli del braccio di contrarsi per allontanare la mano dal “pericolo”
  • Molto probabilmente dirà anche alla bocca di aprirsi ed alle corde vocali di produrre un urlo di dolore (e forse anche qualche parolaccia…)
  • Vista l’anomala condizione, le azioni subito dopo, potrebbero essere quelle di sbattere velocemente la mano. In alternativa c’è chi preferisce avvicinarla alla bocca per soffiarci sopra o “ciucciarsi” il dito per cercare di riportare la temperatura a valori accettabili. Eventualmente se il contesto lo permette, ci sarà anche l’azione di correre dove c’è dell’acqua corrente per poter metterci sotto il dito!

Questo è quello che mediamente succede alle persone intelligenti con dei “sensori” funzionanti. Se uno non lo fosse o se non avesse la percezione del dolore, probabilmente perderebbe l’uso del dito/mano che andrebbe carbonizzato in pochi minuti!

Casa “intelligente”.
  • Se dovesse propagarsi una fiamma o un principio di incendio, magari per la banale dimenticanza (pentola sul fornello, resistenza vicino all’accappatoio, guasto di un elettrodomestico, ecc…) il sensore di fumo installato sul soffitto, avvertirebbe l’unità centrale del “pericolo”
  • La centrale, a sua volta darà l’ordine di far partire l’eventuale impianto antincendio (quasi mai installato nelle abitazioni private delle nostre latitudini) ma anche di:
    • spegnere tutte le luci e le prese che alimentano i carichi elettrici,
    • chiudere l’elettrovalvola del gas,
    • aprire tapparelle o lamelle e se possibile anche i serramenti
    • avvisare via mail, telefono, sms o quanto altro possibile sia il Committente che le autorità di soccorso competenti
    • ecc….

Se la casa fosse “abbastanza intelligente” ed “adeguatamente addestrata” (meglio dire programmata) per svolgere queste azioni in piena autonomia, probabilmente il Committente riuscirebbe a limitare il danno e salvare la sua abitazione.

Esempi di questo tipo, se ne potrebbero fare fino alla noia…

Il futuro della domotica é certamente diretto verso le Smart Home

Sempre meno persone ricordano di fare determinate “manovre” o prendere certi accorgimenti, soprattutto prima di uscire di casa per andare al lavoro o altre circostanze. Siamo sempre più distratti e di corsa!

Deve essere quindi la casa ad “automatizzarsi” ed interagire con il Committente per soddisfare le sue esigenze e garantire il massimo comfort e sicurezza.

Il concetto è molto simile agli automatismi di un’auto moderna. Una volta venivano azionati premendo il tasto del telecomando invece adesso, sempre più spesso, bisogna solo avvicinarsi (o allontanarsi) senza neanche toccare la chiave:

  • si spegne l’allarme furto,
  • la porta si apre,
  • la luce di cortesia si accende ,
  • lo smartphone si collega al sistema bluetooth e/o vivavoce,
  • l’impianto audio riproduce la musica preferita,
  • la temperatura si imposta su quella desiderata sia per il riscaldamento che per il raffrescamento,

e in determinate circostanze, l’auto

  • accende automaticamente i fari ed i tergicristalli (ma solo quando necessario),
  • si parcheggia ed attiva tutti i sistemi che riguardano la sicurezza (distanza automatica dal veicolo che precede, freno automatico in caso di collisione, ecc…)

e noi non ci accorgiamo nemmeno.

Probabilmente neanche quando hai acquistato l’ultima l’auto ti hanno detto che c’erano queste cose, ma ti hanno descritto il funzionamento solo quando sei andato a ritirarla! Tutte queste “diavolerie elettroniche” stanno diventando sempre più di serie!

Ma tutto è partito e continuerà ad andare avanti grazie ad un relè… indipendentemente da come questo sia attivato!

Alla prossima!

Fabio

FabioSmart Home – La domotica 3.0